Foto del presidio

Li strisconi del presidio

Li strisconi del presidio

Abbiamo partecipato alla protesta contro i fascismi e i razzismi di partiti come Forza Nuova. Abbiamo protestato per ricordare le numerosi morti, le centinaia di aggressioni e tentati omicidi a opera dei fascisti. Anche il Prc di Zanica manifestava con due compagni che hanno magafonato e distribuito volantini a tutta la cittadinanza.

Parteciperemo al presidio antifascista.

Comunicato stampa “Parteciperemo al presidio contro la nuova forza fascista a Bergamo il 13 Dicembre”

Viva lazione antifascista. Sempre!

Viva l'azione antifascista. Sempre!

Forza Nuova è un organizzazione criminale, non politica. Le sue idee si rifanno al fascismo condannato, giustamente, dalla Costituzione.

Il capo di questa organizzazione è Roberto Fiore, ora parlamentare europeo, si rese protagonista di una fuga in Inghilterra a causa delle condanne di “terrorismo e banda armata”. Quello che si chiama terrorismo nero, per intenderci.

Inoltre soltanto dal 2005 ad oggi (per citare gli ultimi tre anni) ci sono stato almeno 350 aggressioni di matrice fascista, almeno 100 atti vandalici/danneggiamenti inneggianti al nazifascismo. Non solo: 6 tentati omicidi e un omicidio qualche mese fa, Nicola Tommasoli si chiamava. Senza parlare delle morti per razzismo.

Con queste premesse, tenendo conto che moltissimi episodi hanno come protagonisti iscritti alla nuova forza fascista, il circolo Prc di Zanica parteciperà al presidio che si terrà a Bergamo. Non sì può continuare a tacere, non si può continuare a morire di fascismo nel 2008.

Manifestazione studentesca

Ettore Trozzi, segretario PRC Zanica, alla manifestazione del 12 Dicembre.

Ettore Trozzi, segretario PRC Zanica, alla manifestazione del 12 Dicembre.

La sveglia questa mattina è iniziata a suonare alle 6:30. Un po’ prima del solito, ma oggi voglio organizzarmi bene per il corteo studentesco che aderisce allo Sciopero generale indetto dalla CGIL. Così bevo un caffè e sveglio mio cugino che ha deciso di venire con me, di non restare fermo a guardare. Iniziamo a parlare e a prevedere cosa succederà. Siamo un po’ eccitati e felici che mostreremo a tutti la nostra delusione per un governo che ci taglia il futuro.

Dopo dieci minuti prendiamo la Vespa e andiamo in stazione centrale con un megafono. Iniziamo a manifestare il nostro dissenso, invitiamo i lavoratori e gli studenti a partecipare allo sciopero. Poi, verso le otto, continuiamo a fare “speakeraggio” di fronte alle scuole, alle pensiline degli autobus, ai bar e cerchiamo di convincere più gente possibile.

Riceviamo i primi consensi: alcune studentesse del magistrale escono dalla propria scuola e si dirigono verso la stazione e anche i colleghi del Lussana seguono la stessa onda, per l’appunto.

Certo non sono cifre altissime ma in cuor mio ho una soddisfazione: qualcuno crede e sogna un Italia migliore. Qualcuno crede e sogna un Italia senza assassini legalizzati sul lavoro, senza studenti che muoiono praticando il loro diritto allo studio, senza precariato, senza la povertà di stato. Qualcuno crede e sogna un Italia nella quale la scuola crei un futuro migliori a tutte e tutti, nella quale non si senta soltanto la parola tagli ma anche finanziamenti.

Il tempo vola: sono già le 9:30 e il corteo parte. Tutti insieme nelle vie della città, tutti insieme a ricordare ai cittadini dimenticati dal governo che noi studenti reclamiamo anche i loro diritti. Non importa se ci etichettano come fannulloni, noi difenderemo i nostri genitori che vengono umiliati ogni giorno nel mondo del lavoro. Alle 11:30 decidiamo, assieme, di occupare la stazione pacificamente e come azione dimostrativa. Sui binari tante bandiere diverse: quella della pace, della Cgil, di Rifondazione. E slogan che tutti urlano, il più conosciuto sicuramente è: “Noi la crisi non la paghiamo!”.